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Gian Carlo Scotuzzi Mosca detto Scot
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è la versione telematica, a volte parziale e differita, de
Il Cronista, settimanale cartaceo,
registrazione Tribunale di Milano
n. 493 del 10 settembre 2001.
Anno VIII
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e in tal caso impegnano solo lautore.
Non contiene pubblicità,
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Stampato in Milano e diffuso in proprio.
Giancarlo Scotuzzi
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sabato 9 febbraio 2008
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A causa dei crescenti costi di carta e stampa, nonché
degli effetti dellinflazione sui nostri modesti redditi, esclusivamente
da lavoro, siamo costretti a sospendere le pubblicazioni del Cronista,
giornale cartaceo registrato al Tribunale di Milano (atto numero 493
del 10 settembre 2001) e di cui questo sito è riflesso, a volte parziale
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Venendo meno il giornale cartaceo, viene meno anche la sua versione
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La nostra attività di giornalismo informativo, politico e culturale
si esercita, per il momento, esclusivamente su internet, al sito:
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15 gennaio 2008
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DISINFORMAZIONE DI REGIME SULL11 SETTEMBRE 2001
Un libro comodo per bruciare un libro scomodo
A credere che il colpevole degli attentati dell11 settembre 2001
negli Stati Uniti sia Osama Bin Laden sono rimasti in pochi. Per svogliare
questi pochi dal prendere sul serio le numerose inchieste che acclarano
il terrorismo di Stato (a cominciare da quelle di Thierry Meyssan),
ecco lennesimo libro che replica la bugiarda versione ufficiale.
È edito da una società del Gruppo Mondadori (di proprietà
di Berluska) e, per renderlo credibile, si spacciano come autori due
personaggi noti: Odifreddi ed Eco. Che non hanno scritto praticamente
nulla.
di Nino Lutero
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3 gennaio 2008
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UNIONE EUROPEA
Così 27 capi di Stato
impongono il Trattato con un colpo di Stato
Quanti pensavano che lUnione Europea fosse unistituzione
democratica, rispettosa delle leggi costituzionali di ciascun Paese
nonché delle rigide procedure per modificarle, davano per scontato
che il Progetto di Costituzione europea fosse morto da tempo. Era un
progetto infame, mirante a togliere agli Stati membri ogni residuo di
autonomia e potestà legislativa in materie sostanziali. Era un
progetto che la stragrande maggioranza dei cittadini europei ignorava
e continua a ignorare e che comunque non ha approvato o ha bocciato
con referendum, comè accaduto in Francia e in Olanda;
era un progetto talmente degenerato e collidente con le Costituzioni
nazionali, talmente stridente con i diritti civili consolidati e talmente
osannante il primato dei diritti dei soldi e delle merci su quelli degli
uomini da essere abiurato dalla stessa combriccola di commissari europei
che laveva proposto.
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Un Progetto abiurato per finta,
comera da attendersi: sepolto il Progetto di Costituzione
europea, i capi carbonari dellUnione ne ripropongono
la sostanza sotto un titolo diverso: adesso si chiama Trattato
Europeo. Una mutazione lessicale che nasconde sostanza metodologica:
non ci sarà più bisogno di rischiare nuove bocciature con referendum
nazionali, giacché Trattato è parola magica che rende una Costituzione
di fatto approvabile in via definitiva dalle combriccole parlamentari
nazionali, senza render conto ai cittadini tutti. Che così vengono
scippati anche dellunico diritto che, quantomeno sul
piano formale, li elevava dallo stadio medievale di sudditi: il diritto
di esprimersi direttamente sulle leggi fondamentali cui devono obbedienza.
Il Trattato Europeo, detto anche Trattato di Lisbona, dal nome della
capitale dove i governi europei si sono radunati non già per approvarlo,
ma per ratificare a scatola chiusa unapprovazione decisa
a porte chiuse dalla citata combriccola dellUnione, sancisce
quindi la fine della democrazia.
O forse ne conferma la fine: è quanto sostiene Anne-Marie Le Pourhiet,
docente di diritto pubblico allUniversità Rennes-I, intervistata
dalla giornalista svizzera Silvia Cattori.
Traduzione dal francese di Rachele Marmetti
Versione originale su Réseau Voltaire (www.voltairenet.org) e sul
sito di Silvia Cattori (www.silviacattori.net)
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