Due businessmen del Green a confronto: Paolo Lugiato vs Paul Ekins 

La green economy è un settore in continua evoluzione anche nel nostro paese: nonostante una serie di difficoltà (in primis burocratiche, come sempre), il “verde” in Italia si è ritagliato un posto importante nell’economia nazionale. Merito anche di personalità importanti che contribuiscono quotidianamente alla sua crescita, come ad esempio Paolo Lugiato, CEO di RTR rete rinnovabile, una delle più importanti solar utility in Italia.

Laurea alla Bocconi e MBA ad Harvard, Paolo Lugiato è un vero top manager con una grande passione: il green. Il suo principale merito è stato quello di capire che quel settore sarebbe diventato uno dei più importanti del mondo (Italia compresa). A livello lavorativo, il suo curriculum è impressionante:  è stato il CEO di Novapower, azienda che si occupa di investimenti in energia rinnovabile e che appartiene al gruppo Merloni Holding. Dal 2008 Novapower ha installato qualcosa come 27 MWp di fotovoltaico in Italia, e per questo è una delle imprese più importanti da questo punto di vista. E’ stata proprio la supervisione di mister Paolo Lugiato a rendere possibile buona parte di queste installazioni, sia per quanto riguarda gli impianti a terra che sui tetti delle abitazioni. Dopo qualche anno ecco l’approdo in RTR, che da semplice startup è diventata sotto la sua ala un’azienda leader della green economy non solo in Italia per quanto riguarda l’energia fotovoltaica.

Paul Ekins è invece semplicemente uno dei guru mondiali per quanto concerne la tematica green: economista inglese di fama mondiale, Ekins è attualmente direttore dell’Institute for Sustainable Resources all’University College London. Durante la sua carriera è stato membro di quella che fu la UK Green Party negli anni ’70 e ’80, ma la politica non è stato il suo territorio prediletto. Infatti si è maggiormente dedicato alla divulgazione della tematica green attraverso pubblicazioni e consulenze: ha creato il Forum For The Future nel 1996, ha lavorato come capo nel gruppo Ambiente presso il Policy Studies Institute e come consulente per l’Enviromental Audit Select Committee. Nel 1994 ha ricevuto il premio Global 500 del programma ambientale dell’ONU grazie ai suoi “risultati ambientali eccezionali”. Nel 2015 è stato nominato Officer of the Order of the British Empire.

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