Storia dei vaccini in Italia

Il nuovo obbligo imposto dal Ministero della Sanità per tutti i bambini, ha portato non poco scompiglio nell’opinione pubblica. Tra le varie repliche dei No-Vax e il divieto d’accesso alla scuola pubblica per i bambini non vaccinati hanno sollevato un vero e proprio polverone mediatico che ancora non sembra cessare del tutto, nonostante ormai la legge sia entrata in vigore.

Ma qual è la storia dei vaccini in Italia? Sono mai stati obbligatori?

La storia dell’obbligo vaccinale in Italia

Secondo gli storici non è possibile identificare esattamente quando sia entrato o meno in vigore l’obbligo vaccinale nei vari Stati Europei compresa l’Italia. Attraverso alcuni documenti storici è comunque possibile asserire che il vaccino antivaiolo, dapprima previsto solo per i soldati, venne esteso in Europa alla popolazione civile nel 1871.

In Italia è la Legge Crispi-Pagliani del 1888 ha imporre il primo obbligo di vaccinazione, questo prevedeva che tutti i nuovi nati fossero sottoposti al vaccino antivaiolo. Grazie a questa legge, la malattia venne debellata nel 1925.

Nonostante ciò, l’antivaiolo e l’obbligo di vaccinazione dei nuovi nati venne abolito solo nel 1981. Oltre al vaccino contro il vaiolo negli anni vennero introdotti anche altri vaccini obbligatori in Italia. Prima quello contro la difterite nel 1939 e successivamente nel 1966 quello contro la polio. Nel 1963 per tutti i lavoratori venne resa obbligatoria l’antitetanica che nel 1968 venne richiesta anche per i bambini appena nati.

Negli anni ’60 in Italia, i vaccini vennero resi obbligatori per tutti i bambini, con relativa sanzione ai genitori che non provvedevano a vaccinare i piccoli contro il tetano, la difterite e la poliomelite. Nel 1981, venne depenalizzato il reato di omessa vaccinazione, tant’è che l’obbligo di vaccinazione contro l’epatite B nel 1991, prevedeva solo sanzioni per via amministrativa. Infine, nel 1978 i vari vaccini per la pertosse, meningite e varicella erano solo raccomandati e non obbligatori.

Sino al 1999 la legge prevedeva comunque il divieto di frequenza scolastica per i bambini non vaccinati. Questo divieto contrastava con l’art.34 della Costituzione che afferma: “La scuola è aperta a tutti…ed è obbligatoria e gratuita…”. 

Nonostante ciò quasi un ventennio dopo la sua eliminazione, a causa del rischio batteriologico presente in Italia si è deciso di rintrodurre questa legge, che al momento giusta o meno, è vincolante e non revocabile.

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